Verso la fine degli anni ’70 Macugnaga ebbe un significativo fermento culturale, dovuto, in parte alla consapevolezza dei suoi abitanti che le loro antiche usanze stavano subendo una notevole aggressione da parte del turismo rampante di quegli anni, in parte ai mezzi di comunicazione che inevitabilmente indebolivano quanto fino ad allora i locali avevano conservato, e in parte dovuto alla frequentazione di Macugnaga del professor Luigi Zanzi, studioso della cultura Walser che, assieme al professor Enrico Rizzi, proprio in quegli anni avviò un nuovo approccio allo studio delle Alpi Walser, spostando l’attenzione dal folklore alla cultura.

Queste particolari congiunzioni fecero sì che in quel periodo a Macugnaga nascessero più associazioni alle quali in maniera diversa i macugnaghesi donarono i loro ricordi, le loro forze, il loro entusiasmo e la loro esperienza, consapevoli del loro delicato ruolo di custodi dell’antica lingua e delle antiche usanze che avevano ereditato e assunto. A quelle persone deve andare la gratitudine e la riconoscenza degli attuali macugnaghesi e anche dei frequentatori delle montagne, perché senza la loro sensibilità, consapevolezza del valore delle antiche consuetudini e disponibilità a mettersi in gioco, certamente la cultura Walser sarebbe stata a rischio.

 

Fu appunto in quel periodo che, sostenuti e consigliati da Luigi Zanzi, alcuni abitanti di Macugnaga, il 31 maggio del 1998, costituirono il Comitato della Comunità Walser.

A quel tavolo si presentarono: la “Comunità del Vecchio Tiglio – Alte Lindebaum Gemeinde”, i cui componenti misero a disposizione del Comitato le proprie competenze sia nell’organizzare convegni di studi storico-scientifici sulla cultura Walser, oltre all’esperienza acquisita nel restauro di monumenti della civiltà Walser di Macugnaga, come il recupero della Chiesa Vecchia(XIII sec.) e la ristrutturazione di forni, mulini, fienili. Infine diedero la loro disponibilità a far sì che con la promozione di iniziative culturali l’identità di Macugnaga potesse essere riconosciuta ovunque come strettamente legata alla cultura Walser.

 

I rappresentanti dell’Alte Walserhuus van zer Burfuggu – l’Antica casa Walser di Borca, misero a disposizione del Comitato le loro doti nell’allestire, potenziare e conservare il museo della civiltà Walser in Macugnaga realizzato appunto a Borca, la loro esperienza nella cura di tutte le iniziative culturali connesse con la vita di tale museo, comprese le visite guidate, le mostre e le dimostrazioni specializzate sull’antica cultura materiale della Comunità Walser e ogni attività idonea alla raccolta e alla tutela delle tradizioni Walser quali le testimonianze scritte, orali o oggettuali debitamente registrate e conservate, nonché la catalogazione, la classificazione ed ogni altra illustrazione idonea ad incentivare lo studio della cultura Walser.

 

Anche il Comune di Macugnaga aderì al Comitato anche formulando il proprio consenso a che il Comitato venisse riconosciuto come ente morale regionale.

 

Gli scopi del Comitato ebbero da subito una priorità: realizzare una sempre più profonda collaborazione tra i diversi gruppi attivi di Macugnaga, assodato che le associazioni stesse riconoscessero i rispettivi ambiti specifici di attività come distinzione di ciascuna nel rispetto della propria storia. Inoltre, proprio per garantire il suo scopo prioritario di unità e collaborazione, il Comitato ha da subito provveduto affinché anche altre associazioni attive quali i gruppi Walser nell’ambito della Comunità di Macugnaga (ad es. “Gruppo del Costume – Walser Verein z’Makanà”), nonché il gruppo promotore del costituendo museo della miniera di Pestarena, avessero la possibilità di essere ammessi nel Comitato stesso con diritti uguali a quelli delle altre associazioni già socie.

 

Primo presidente fu nominato Angelo Basaletti; attuale presidente è Barbara Zanzi (figlia di Luigi Zanzi) laureata in giurisprudenza proprio con una tesi sul contratto di affitto ereditario nella realtà dell’antico popolo Walser.

 

Lo spirito della Fiera è rimasto invariato negli anni e ciò è testimoniato dal fatto che dalla prima edizione, iniziata con 10 bancarelle, ad oggi (XXXII edizione) la Fiera di San Bernardo è cresciuta con le attuali 54 bancarelle. Anche il programma culturale della Fiera si è via via, arricchito. Nel 1990 con l’istituzione dell’Insegna di San Bernardo, un riconoscimento a chi per motivi diversi ha onorato la montagna e la sua gente, il cui albo d’oro è davvero un fiore all’occhiello per il Comitato; nel 2000 con la prima edizione dell’Estemporanea di Scultura su Legno alla quale partecipano solitamente una decina di scultori, per arrivare al 2002 quando è stata istituita la Segale d’Oro, un premio per i giovani residenti a Macugnaga e non, che hanno deciso di fare della montagna il futuro della loro vita, arricchendola con le loro famiglie e le loro attività.

(Beba Schranz)